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1799
– Sul finire del XVIII secolo, approfittando dei moti
rivoluzionari che nel mondo mortale avrebbero condotto alla breve, ma intensa
parentesi della “Repubblica Napoletana”, un gruppo di cinque Brujah, nelle
figure di Aurelio, Severo, Diana, Durante e Valerio, prende il controllo della
città. Nasce così il Consiglio, una delle più forti e solide realtà che
il mondo vampirico partenopeo abbia mai conosciuto. Sotto il loro controllo, il
trono di Napoli estende la sua egemonia sul resto del meridione, fermandosi solo
sulle coste della Sicilia, dove le antiche e potenti famiglie Lasombra regnano
sovrane.
Le Ultime notti
Nel Settembre del 2008 fanno la loro comparsa i cacciatori di Vampiri, quando
Ippolito Langella, l'allora primogenito del clan Gangrel, ne uccide una
e la porta come dono al principe durante un Concilium Umbrae. La cosa
passa quasi inosservata, ma alcuni fratelli, più lungimiranti di altri
continuano a preoccuparsi, li dove altri credono sia solo un fuoco di
paglia.
Danilo Mazzacane, un anarchico appartenente al clan Gangrel, progenie del potente Fulvio Berrilli, ex braccio destro del principe, decide di fare progenie, ma si scopre infetto dal sangue nero e l'infante appena creato, completamente in preda alla bestia, assale una vena di Lola Hernandez Striani, Ventrue, prima di essere fermato da Antimo Filippone, ex primogenito del clan Nosferatu. Il principe cattura, quindi, Mazzacane e la sua progenie impazzita, ma non li fa giustiziare subito, anzi, decide di portare Mazzacane incatenato ad una festa Malkavian. Qui purtroppo, durante uno strano calo di tensione, il Gangrel scompare davanti agli occhi di tutti. Intanto i cacciatori si rifanno vivi, ed una piccola coterie decide di risolvere il problema alla radice, entrando nel covo a Fuorigrotta e sterminandoli tutti. Alla "festa" che segue per la sconfitta dei cacciatori, si scopre invece che non solo non sono stati sconfitti, ma che sono riusciti ad infiltrarsi. Nel tentativo maldestro di catturare uno di questi cacciatori, Aniello Malombra, Tremere, su consiglio della sua primogenita, viola per sbaglio una tradizione, cosa che gli costa la non-vita e l'esilio di Isabella Spina, la primogenita. Ma fortunatamente non tutto va per il verso storto. Madre Superiora, malkavian rapito in precedenza dai cacciatori (che per potenziarsi bevevano il sangue delle stesse creature che cacciavano) riesce a fuggire, rivelando la zona del rifugio dei nemici dei cainiti. Grazie alle ricerche del clan Gangrel viene trovato precisamente il covo e un piccolo gruppo comandato da Ippolito Langella, ora sceriffo e da Marco della Morte, diventato primogenito Gangrel, riesce a debellare definitivamente la minaccia dei cacciatori, uccidendo il loro capo chiamato Testa di Cane. Tornando vittoriosi (e con le teste dei cacciatori) al Concilium, assistono alla scena dell'esecuzione di due anarchici, Raffaele Scala del clan Brujah e Vipera Rossa del clan Gangrel. I due avevano avventatamente dichiarato guerra alla Camarilla napoletana cercando di incendiare un locale di Pier Vittorio Ortese, primogenito del clan Toreador, mentre all'interno si stava tenendo una riunione di cainiti. Quando l'ascia si abbatte sulla testa dei due anarchici, Mazzacane esce misteriosamente dall'ombra e si avventa contro il principe Innico d'Avalos, che con un solo braccio lo ferma e lo alza da terra. Il gangrel viene impalettato e portato al cospetto delle cariche della Camarilla, dove muore. Il ritorno di Berrilli, dopo la morte della sua progenie desta sospetti, ma quando il potente Gangrel si dichiara osservatore esterno gli animi si chetano. Verso la fine della serata ai Malkavian arriva una potente visione e il cervello di Amitiele Marchese, inondato dalla grandezza della visione la trasmette a tutti, rendendola quasi reale: un uomo in tonaca romana che si aggira nervoso davanti ad un gruppo di personaggi scuri inginocchiati "Vendetta" grida con rabbia "Vendetta"... |