1799 – Sul finire del XVIII secolo, approfittando dei moti rivoluzionari che nel mondo mortale avrebbero condotto alla breve, ma intensa parentesi della “Repubblica Napoletana”, un gruppo di cinque Brujah, nelle figure di Aurelio, Severo, Diana, Durante e Valerio, prende il controllo della città. Nasce così il Consiglio, una delle più forti e solide realtà che il mondo vampirico partenopeo abbia mai conosciuto. Sotto il loro controllo, il trono di Napoli estende la sua egemonia sul resto del meridione, fermandosi solo sulle coste della Sicilia, dove le antiche e potenti famiglie Lasombra regnano sovrane.

1868 – Dopo decenni di stabilità, l’Unità d'Italia assesta il primo, duro colpo al Consiglio, il quale, con la scomparsa del Regno delle due Sicilie, vede sgretolarsi parte del proprio potere consolidato sul territorio. Per la prima volta, lo scontento inizia a serpeggiare tra i cainiti, che sottovoce mormorano la loro insoddisfazione per l’egemonia Brujah.

1915 – Con il favore del caos generato della prima grande guerra, il Sabbat tenta di impadronirsi della città. L'attacco è brutale, le vittime numerose da parte d'entrambe gli schieramenti. Quando il nemico viene finalmente ricacciato indietro, le perdite da parte della Camarilla partenopea sono così ingenti da far temere un tracollo dell'intera società cainita napoletana.

1920 – Il dissenso crescente verso il Consiglio, inasprito dalle numerosi morti del 1915, esplode con violenza in un tentativo di impadronirsi del trono da parte di Guglielmo Reali, membro più anziano del clan Ventrue. Questi, sostenuto da una larga fetta dei fratelli napoletani, si muove con efficacia, facendo proseliti e stringendo alleanze nell'ombra. La fiamma del dissenso viene però spenta nel sangue dal neo eletto sceriffo Primo Filangieri, del clan Brujah, il quale porterà tutti i capi rivoluzionari alla morte ultima.

1960 – In occasione dell’incontro tra il Papa e l’arcivescovo di Canterbury a Roma, un nutrito gruppo di cacciatori di vampiri scende a Napoli, iniziando a fare piazza pulita dei fratelli più giovani ed inesperti. Per scongiurare la distruzione di tutti i cainiti napoletani, il Consiglio fa in modo che i loro persecutori siano informati dei rifugi di alcuni influenti e anziani fratelli, dandoli così letteralmente in pasto agli avversari. Alla fine, il numero di vittime sarà talmente alto da indurre i cacciatori a credere che non vi sia più traccia di vampiri nel napoletano.

1976 – Mentre a Napoli imperversa il colera, tra i fratelli partenopei s'insinua un misterioso morbo, il quale sembra colpire membri a caso della comunità. Chiunque sia affetto da “sangue nero” (questo è il nome che viene dato alla malattia) non riesce più ad infondere il dono oscuro nei mortali. I suoi tentativi di creare una progenie sono inesorabilmente destinati a fallire e a produrre nulla più che una creatura brutale e priva di raziocinio, completamente preda della bestia.

1989/90 – Il Consiglio, dopo quasi duecento anni di egemonia, sparisce nel nulla, lasciando il trono di Napoli vuoto; vuoto subito colmato da Innico d’Avalos, figura di spicco del clan Ventrue. Questi sala al potere appoggiato da Fulvio Berrilli, membro anziano del clan Gangrel, e da Bianca Spina, reggente della cappella Tremere. Entrambi verranno ripagati dal nuovo principe con le cariche, rispettivamente, di flagello e di siniscalco.

1995 – Alcuni rivoltosi, guidati da giovani Brujah e Malkavian, tentano di rovesciare il nuovo principe, organizzando un attacco quasi suicida nelle stanze private di Innico d’Avalos. L’attacco è un fiasco e i rivoltosi vengono impalettati ed esposti al sole del primo mattino sulla piazza d’arme di castel Sant’Elmo.

1999 – Fulvio Berrilli, dopo essere stato per dieci anni flagello di Napoli, abbandona la carica e si allontana misteriosamente dalla città. L’allora sceriffo, Dario Corinzio del clan Brujah, diventa flagello, cedendo così il proprio ruolo a Michele Sant'Arcangelo, membro di rilievo del clan Ventrue.

2004 – In città arriva Danilo Mazzacane, anarchico dichiarato proveniente dai domini di Avellino e progenie di Fulvio Berrilli. Dopo un colloquio con il principe e invocando La convenzione delle spine riesce ad ottenere per sé e per i suoi un piccolo territorio di caccia.

 

Le Ultime notti

Nel Settembre del 2008 fanno la loro comparsa i cacciatori di Vampiri, quando Ippolito Langella, l'allora primogenito del clan Gangrel, ne uccide una e la porta come dono al principe durante un Concilium Umbrae. La cosa passa quasi inosservata, ma alcuni fratelli, più lungimiranti di altri continuano a preoccuparsi, li dove altri credono sia solo un fuoco di paglia.
Danilo Mazzacane, un anarchico appartenente al clan Gangrel, progenie del potente Fulvio Berrilli, ex braccio destro del principe, decide di fare progenie, ma si scopre infetto dal sangue nero e l'infante appena creato, completamente in preda alla bestia, assale una vena di Lola Hernandez Striani, Ventrue, prima di essere fermato da Antimo Filippone, ex primogenito del clan Nosferatu. Il principe cattura, quindi, Mazzacane e la sua progenie impazzita, ma non li fa giustiziare subito, anzi, decide di portare Mazzacane incatenato ad una festa Malkavian. Qui purtroppo, durante uno strano calo di tensione, il Gangrel scompare davanti agli occhi di tutti.
Intanto i cacciatori si rifanno vivi, ed una piccola coterie decide di risolvere il problema alla radice, entrando nel covo a Fuorigrotta e sterminandoli tutti. Alla "festa" che segue per la sconfitta dei cacciatori, si scopre invece che non solo non sono stati sconfitti, ma che sono riusciti ad infiltrarsi. Nel tentativo maldestro di catturare uno di questi cacciatori, Aniello Malombra, Tremere, su consiglio della sua primogenita, viola per sbaglio una tradizione, cosa che gli costa la non-vita e l'esilio di Isabella Spina, la primogenita.
Ma fortunatamente non tutto va per il verso storto. Madre Superiora, malkavian rapito in precedenza dai cacciatori (che per potenziarsi bevevano il sangue delle stesse creature che cacciavano) riesce a fuggire, rivelando la zona del rifugio dei nemici dei cainiti. Grazie alle ricerche del clan Gangrel viene trovato precisamente il covo e un piccolo gruppo comandato da Ippolito Langella, ora sceriffo e da Marco della Morte, diventato primogenito Gangrel, riesce a debellare definitivamente la minaccia dei cacciatori, uccidendo il loro capo chiamato Testa di Cane.
Tornando vittoriosi (e con le teste dei cacciatori) al Concilium, assistono alla scena dell'esecuzione di due anarchici, Raffaele Scala del clan Brujah e Vipera Rossa del clan Gangrel. I due avevano avventatamente dichiarato guerra alla Camarilla napoletana cercando di incendiare un locale di Pier Vittorio Ortese, primogenito del clan Toreador, mentre all'interno si stava tenendo una riunione di cainiti. Quando l'ascia si abbatte sulla testa dei due anarchici, Mazzacane esce misteriosamente dall'ombra e si avventa contro il principe Innico d'Avalos, che con un solo braccio lo ferma e lo alza da terra. Il gangrel viene impalettato e portato al cospetto delle cariche della Camarilla, dove muore.
Il ritorno di Berrilli, dopo la morte della sua progenie desta sospetti, ma quando il potente Gangrel si dichiara osservatore esterno gli animi si chetano.
Verso la fine della serata ai Malkavian arriva una potente visione e il cervello di Amitiele Marchese, inondato dalla grandezza della visione la trasmette a tutti, rendendola quasi reale: un uomo in tonaca romana che si aggira nervoso davanti ad un gruppo di personaggi scuri inginocchiati "Vendetta" grida con rabbia "Vendetta"...