I MALKAVIAN A NAPOLI
I FOLLI DEL REGNO DELLE DUE SICILIE
La presenza più massiccia di fratelli del clan Malkavian risale alla fondazione del Regno delle due Sicilie. In questo periodo molti Cugini cominciano a radunarsi nelle terre partenopee, cominciando a mettere in atto una serie di gesti di pura follia come omicidi di massa o anche e soprattutto uso abbondante della loro particolare dote di spargere la follia.
Nel volgere di pochi anni il numero di cosiddetti pazzi per la città è oltre che quadruplicato. Per la maggior parte sono innocui umani cui la Demenza ha praticamente annullato la mente, ma altri, i più sfortunati, sono seguaci e ghoul dei Malkavian ebbri del loro folle sangue.
Solo l'arrivo del Consiglio anni dopo porrà fine a tutto questo. I potenti fratelli che si metteranno a capo della città sradicano il male che costoro avevano compiuto distruggendo quasi totalmente le loro greggi e i più potenti e folli dei Malkavian.
TIRESIA E L'ONEIROMANZIA
All'inizio del regno del Consiglio se una figura riesce a portare il controllo sul clan, essa è l'androgino Tiresia. Convinto da sempre di essere la reincarnazione del profeta greco, il folle prende le redini del clan, divenendone il primo Primogenito durante il regno del Consiglio.
Ma l'atto più importante che Tiresia compie è quello di far scoprire ai folli come utilizzare i propri poteri per farsi accettare dalla società Cainita. L'Oneiromanzia, un'antica arte mistica di origine greca è la soluzione. Grazie alla chiarezza data dalla loro condizione mentale essi sono, infatti, molto più in grado di altri di controllare i propri sogni e, osservandoli attraverso la lente distorcente dei loro doni oscuri, di ricavarne importanti visioni per comprendere il passato, il presente ed il futuro.
Ben presto il Consiglio decide di permettere di nuovo ad un numero relativamente alto di Malkavian di abitare in città, mentre prima era indetta una perenne caccia su qualunque pazzo mettesse piede su suolo napoletano. Grazie alle visioni dei Malkavian il Consiglio riesce ad evitare in più di una occasione i colpi dell'allora nascente Sabbat, cosa che da loro grande prestigio ed importanza.
I FOLLI NEGLI ANNI DELLA RAGIONE
Di certo uno dei momenti di maggiore importanza per il clan è tra la fine del 17° secolo e l'inizio del 18°. In questo periodo le rivoluzioni ed il passaggio dalla superstizione alla ragione rende sempre meno importanti le visioni di Tiresia il quale viene all'inizio confutato da vampiri del clan Brujah e del clan Toreador più vicini al cambiamento e poi infine deriso. L' antico Cugino perde gran parte del suo prestigio alla corte del Consiglio, anch'esso influenzato dagli eventi, e piano piano si ritira sempre più dalla vita politica.
Alcuni nuovi Cugini, abbracciati in questo periodo mostrano una follia ancora più feroce, per colpa dell'assoluta impossibilità di relazionarsi con la loro epoca.
Le rivoluzioni della seconda metà dell'800 porteranno abbastanza confusione e molti Malkavian ne approfittano per prendere il controllo delle zone più malfamate della città, istigando scontri violenti tra umani e rischiando spesso infrazioni alla Masquerade. È di nuovo Tiresia a riportare l'ordine.
LA DISPERSIONE DEL SANGUE
A seguito degli atti del clan il Consiglio si vede nuovamente costretto ad agire contro i Malkavian. Spinto a più miti soluzioni da Tiresia molti dei Cugini responsabili degli atti più scriteriati vengono solo scacciati ed esiliati dalla città.
Il clan così disperso comincia ad abitare zone limitrofe in tutta la Campania. Cuma diviene uno di questi domini, così come lo divengono alcune piccole cittadine dell'entroterra Avellinese, Beneventano e Salernitano.
Tiresia rimane uno dei pochissimi Cugini che rimane a Napoli. In questo periodo comincia a frequentare più spesso membri del clan Tremere della famiglia de Bernardo, con cui sembra condividere qualcosa.
TIRESIA RICHIAMA IL SANGUE
È quasi la fine del 18° secolo quando, a seguito di una importante e tremenda visione, Tiresia richiede il permesso al Consiglio di poter far tornare i Malkavian in esilio. Il Consiglio in un primo momento rifiuta, ma, a seguito delle accorate parole del Primogenito e dell'intervento di Diana, uno dei membri del consiglio, gli viene accordato di far rientrare la metà dei Cugini esiliati, quelli che in maniera più leggera avevano preso parte agli eventi passati.
Le parole di Tiresia, ancora adesso tramandate di Sire in Progenie, erano più o meno quelle che seguono:
<<Membri del Consiglio, Fratelli Primogeniti ed alte cariche della Camarilla napoletana. Tra poco, ho visto, la nostra bellissima città sarà teatro di morte e dolore. Non una, ben due guerre colpiranno il nostro suolo e sangue e vitae verranno versati come un macabro tributo ai signori della notte, mentre una lama ci taglierà in due.
Ebbene io vi chiedo, Fratelli, di poter richiamare a me i miei amatissimi Cugini che lungi da qui sono costretti ad errare per colpe non loro, ma del loro maledetto sangue. Vi imploro affinché nel numero noi si possa trovare protezione e nella calma che segue la tempesta si possa cominciare la ricostruzione.>>
Inutile dire che una profezia così devastantemente vera ebbe un effetto incredibile su tutta la società Cainita.
L'ARRIVO DI CRISTOFORO
A pochi anni delle guerre mondiali Tiresia sceglie di creare la sua prima e unica progenie. Cristoforo Vivardi, questo il suo nome, è un Cugino molto strano. Vestito con abiti a volte maschili a volte femminili, mostra un'innata predisposizione per le visioni che gli vengono date da sua madre che solo lui riesce a vedere.
Ben presto il giovane Cugino si dimostra estremamente avvezzo alla vita politica, più di quanto lo fosse mai stato il suo Sire da cui giunge ad allontanarsi.
Con lui nascono i primi rapporti stretti con Eduardo Viviani, importante membro del clan Toreador, e con Innico d'Avalos, allora un potente fratello Ventrue molto addentro alla politica mortale. Molti saranno coloro che vedranno nella scelta delle sue amicizie una capacità di prevedere i futuri sviluppi della società Cainita superiore a quella del suo Sire.
LE GUERRE MONDIALI E I LORO INCUBI
Con l’arrivo della prima guerra mondiale ed il realizzarsi della visione di Tiresia, i vampiri napoletani cedono al panico.
Solo i folli hanno trovato diversi luoghi in cui riposare al sicuro. Purtroppo questi anni li funestano con incubi incredibilmente vividi. Fatti del passato si ripetono, ma diversi nel modo in cui hanno termine. Gli incubi avvengono durante il periodo di veglia e non durante il torpore e sembrano così vividi da esser creduti reali dai Cugini stessi che talvolta si dimostrano assolutamente incapaci di distinguere realtà ed illusione. Gli incubi raggiungono il loro apice alla fine della seconda Guerra mondiale e poi, così come erano comparsi, scompaiono senza alcuna ragione apparente.
IL SABBAT E LA SUA FOLLIA
L'arrivo del Sabbat verso la fine della seconda guerra mondiale rende la città un vero e proprio inferno per i fratelli napoletani. Stremati dal non potersi nutrire con continuità e dalla presa che la Bestia aveva su di loro, per non parlare dei folli incubi, i Malkavian napoletani furono i più colpiti dall'arrivo della Spada di Caino. I sabbatici stessi avevano tra le loro fila un buon numero di folli che però non aveva abbandonato i modi di fare di solo qualche secolo prima. Assassini spietati furono proprio loro a dare la caccia ai Malkavian, stanandoli dai loro rifugi “sicuri” e bruciandoli vivi.
A capo del gruppo un fratello chiamato “Stoccateste” per la sua abitudine di tagliare la testa ai cainiti catturati. Solo l'intervento personale del Consiglio eviterà lo sterminio di tutti i Malkavian di Napoli. Sarà proprio uno dei Consiglieri, Severo, a distruggere per sua mano Stoccateste, ponendo fine alle incursioni del Sabbat.
Ci si domanda comunque che fine abbiano fatto sia Tiresia che Cristoforo in questo periodo.
LA FINE DI TIRESIA
Non era destinato ad essere l'ultimo o il più grande dei problemi quello dell'invasione sabbatica. Infatti agli inizi degli anni '60 un gruppo di cacciatori di vampiri arriva a Napoli e comincia sistematicamente ad eliminare una porzione sempre maggiore dei fratelli napoletani. Dapprima sottovalutato come problema, il Consiglio concede a Primo Filangieri di occuparsi del fatto.
Questi si dimostra incapace di risolvere una questione che non può essere affrontata con la semplice violenza e la distruzione di un sempre maggior numero di fratelli ne è la dimostrazione.
Alla fine, quando un numero davvero enorme di Malkavian e Toreador sono caduti sotto le torce e le mannaie dei cacciatori finalmente l'assalto termina. Colpiti più di tutti gli altri clan, forse secondo solo il clan Toreador, lo scontento da parte di Tiresia, Cristoforo e i pochi altri sopravvissuti diviene via via più grande.
Si comincia a parlare di tradimento, del fatto che il Consiglio avrebbe volontariamente fatto arrivare ai cacciatori l'indirizzo di molti rifugi dei vampiri che più facilmente potevano essere pericolosi o potevano essere vicini abbastanza al mondo mortale da essere un pericolo per la società cainita.
Tiresia rende pubblica una nuova visione: <<Io e i miei Cugini siamo stati quasi sterminati dall'ignoranza dell'uomo e del mostro. Ebbene io vi dico questo, il Consiglio è responsabile di queste nefandezze e con le sue stesse mani porterà la caduta di questo corrotto regno.
A noi Folli il duro compito di portare la Vendetta!>>.
Di li a poco Primo Filangieri porterà a morte ultima il Primogenito del clan Malkavian per ordine del Consiglio che si laverà poi le mani dell'atto imputandolo alla “troppa irruenza” dello sceriffo.
LA FINE DEL CONSIGLIO
La visione vedrà la sua verità nel giro di pochi decenni. Lo scontento, nato anche dall'esecuzione di Tiresia e degli altri due primogeniti del clan Toreador e Ventrue, vedrà il suo sbocco quando il Consiglio, preso da una paura tanto folle quanto incomprensibile, deciderà di sciogliersi lasciando Napoli senza un governo.
Ben presto però due fratelli, il già citato Innico d'Avalos e Fulvio Berrilli Primogenito del clan Gangrel, formeranno un asse che porterà, con l'assenso di Bianca Spina nuova reggente del Clan Tremere dopo la scomparsa di Giulio Spina, al nuovo governo di Innico stesso. Ovviamente anche l'aiuto di Cristoforo, da molto alleato del nuovo Principe, viene apprezzato e lui viene nominato Primogenito del clan al posto del suo defunto Sire.
IL REGNO DI INNICO
Il regno di Innico non si dimostra però all'altezza dei suoi inizi. Ben presto il giusto governante che il Ventrue avrebbe dovuto essere secondo il suo fidato braccio destro, Fulvio Berrilli, si dimostra solo un altro dei tanti principi Ventrue, interessato al suo guadagno per prima cosa e a tenere i propri “sudditi” sotto controllo come seconda.
In questo periodo il clan versa in condizioni via via peggiori. Sebbene il controllo di Cristoforo all'inizio sembri saldo, egli fin troppo spesso concede alla follia o ai suoi rapporti con i clan Toreador e Ventrue più tempo di quanto ne conceda ai suoi Cugini. In questo periodo viene re instaurato l'uso dello scherzo Malkavian, passato nel dimenticatoio durante il resto del secolo, ed un numero crescente di fratelli del clan comincia di nuovo a trasferirsi a Napoli da cittadine di tutta la Campania.
LA GUIDA DI CRISTOFORO ED I CACCIATORI
Dopo l'abbandono di Berrilli anche Cristoforo decide di allontanarsi dalla vita politica, ritirandosi nei domini dei Malkavian e passando lunghe notti a ricordare il loro ruolo come Oneiromanti e Veggenti. Molte sono le visioni che pervadono i sogni dei figli di Malkav in queste notti, ma i più importanti riguardano il possibile ritorno di un'antica minaccia, un cacciatore di vampiri chiamato Testa di Cane.
Con il passare dei mesi un evento che sembrava privo di conseguenze, l'attacco di una cacciatrice solitaria e molto mal informata, diviene l'inizio di una nuova possibile discesa di cacciatori.
Stavolta però i cacciatori non sono lì per distruggerli, ma per prendere il loro sangue immortale e vivere per sempre.
Dopo una vivida visione Cristoforo decide di sacrificarsi e darsi in pasto ai cacciatori per salvare Napoli, così come sa è destino di tutti i primogeniti del clan.
LA MORTE DI CRISTOFORO E VENDETTA
Ed è proprio il sacrificio di Cristoforo a cambiare le sorti di una battaglia che avrebbe potuto essere devastante per l'intera popolazione Cainita napoletana.
Lo scontro finale si svolge a Cuma, in mezzo a delle terre abbandonate, dove membri di tutti i clan tranne i Ventrue e i Toreador affrontano cacciatori ebbri di potere dato dalla vitae di Cristoforo. Proprio quando i potenti ghoul stanno avendo la meglio il sacrificio del Primogenito si mostra in tutta la sua follia. Il sangue maledetto dei Malkavian inebria i cacciatori rendendoli folli e bestiali e facendo in modo che cadano sotto i colpi possenti e disperati di Brujah e Gangrel.
Quando tornano vittoriosi con le teste mozzate dei cacciatori alla corte di Innico vengono accolti da una strana visione. Una figura ammantata di nebbie compare urlando una sola parola: Vendetta!
DIANA
Dopo gli eventi dei cacciatori il regno di Innico diviene sempre più tirannico. A nulla vale il ritorno di Fulvio Berrilli dal suo autoimposto esilio ed il suo riavvicinarsi alla Camarilla napoletana. Sempre più sono i fratelli che cadono sotto i colpi di Dario Corinzio, il famigerato flagello del Principe.
E mentre il clan Malkavian viene sempre più bistrattato ed isolato, ritenuto ridicolo ed inutile, il malcontento comincia a serpeggiare.
Ma questi non sono più i tempi del Consiglio e della paura di vampiri antichi e potenti. Un gruppo che contiene membri di molti clan comincia a lavorare per abbattere il tiranno e dietro di loro una figura vestita di nero.
Ci vogliono però mesi per fare in modo che tutte le pedine si trovino al posto giusto. Nel frattempo altre strane azioni vengono fatte dal Principe. Questi infatti richiede da tutti una “donazione” di vitae per fare delle ricerche su un male chiamato “il Sangue Nero”, una maledizione del clan Nosferatu. Una figura nera, però, irromperà nella riunione e ruberà la preziosa Vitae.
Alla fine il cambiamento arriverà proprio durante l'annuale festa Malkavian. In questo giorno ormai già da qualche anno, i Cugini hanno la libertà di proporre scherzi e giochi, sempre dal sottinteso scopo divinatorio. È in una di queste serate, durante la quale i Malkavian pongono in scena una farsa degli eventi che si sono susseguiti negli ultimi mesi, che i complottatori commettono un errore e vengono catturati dal Principe.
Sottoposti a tortura e appesi come disgustosi ornamenti alle pareti del palazzo reale i fratelli vengono però salvati dalla figura in nero che si rivela essere nessun altro che Diana stessa, l'ex membro del Consiglio.
La situazione finisce di degenerare quando Innico decide di richiamare al suo fianco Primo Filangieri, creduto morto fino ad allora, per sostituirlo a Dario Corinzio.
Con il ritorno di Filangieri ormai la bilancia pesa fortemente a favore di Diana e, in uno scontro finale in cui la Brujah distrugge lei stessa Primo, Innico cade, giustiziato sul posto.
Così comincia il nuovo regno di Diana e la prima parola che lei urla al “traditore” Innico è: <<Vendetta!>>
PERSONALITA' NOTEVOLI DEL CLAN
TIRESIA
L'antico Malkavian è stato il primo Primogenito del clan durante il regno del Consiglio.
La sua follia stava nel credersi l'antico profeta Tiresia proveniente dal settimo secolo Avanti Cristo, cosa sicuramente falsa.
Famoso soprattutto per il suo essere androgino, non completamente uomo né completamente donna nessuno ha mai conosciuto il suo vero sesso.
La sua più grande dote da sempre era la sua capacità di convincere il prossimo dell'esattezza delle proprie visioni, nella cui comprensione non ha mai avuto eguali.
Il suo impegno per il clan ne ha fatto un eroe, sebbene non fossero pochi coloro che ne invidiavano il prestigio ed il potere.
Ha salvato il clan Malkavian in almeno 3 occasioni differenti: la prima, quando i pazzi avevano cominciato, tra il '600 ed il '700, a commettere omicidi e varie infrazioni alla Masquerade, in cui egli riuscì a convincere il Consiglio a non sterminarli e invece a prenderli come oracoli per il regno. La seconda quando, durante la seconda metà del 18° secolo, convinse il Consiglio ad esiliare solamente i facinorosi e criminali Malkavian dell'epoca, per poi farli rientrare mezzo secolo più tardi. La terza quando, ucciso da Primo Filangieri, mise in moto gli atti che portarono alla destituzione del Consiglio Brujah.
CRISTOFORO VIVARDI
Progenie di Tiresia. È stato il secondo Malkavian ad assurgere alla carica di Primogenito nel regno del Consiglio, ed il primo ad avere questa stessa carica in quello di Innico.
La sua follia consisteva nel fatto che credeva di poter parlare con la defunta madre, che spesso gli dava consigli e lo aiutava nell'interpretare le più difficili visioni.
Famoso soprattutto per il suo uso, forse mutuato dal Sire o forse spontaneo, di vestirsi in parte da donna. Nessuno sa se questa fosse una cosa che faceva anche prima di essere abbracciato o se sia stato un vezzo posteriore.
La sua grande dote è sempre stata quella di sapersi relazionare meglio degli altri del suo sangue ai clan Ventrue e Toreador, dote grazie alla quale mantenne il suo potere ed il suo prestigio anche con il cambio di governo.
Ha salvato i Malkavian e la Camarilla tutta quando si fece catturare di proposito dai cacciatori di vampiri per fare in modo che la sua vitae li rendesse pazzi e permettesse ai vampiri napoletani di ottenere l'agognata vittoria.
RETE MALKAVIAN
La rete Malkavian altro non è che la somma delle folli menti dei Cugini. Essa si manifesta in maniere varie, ma le due abilità più comuni sono la capacità di ogni figlio di Malkav di essere in grado di sapere se ci sono, in un luogo, altri Malkavian e l'innata quanto incontrollabile dote dei Folli di incontrarsi quando più ne hanno bisogno.
SUGGERIMENTI INTERPRETATIVI
Per i Malkavian è fortemente suggerito di prendere in considerazione per prima cosa la follia che li contraddistingue. Questa può essere una mania, una visione schizoide del mondo o anche, in rari casi, una personalità multipla.
A partire dalla follia si potrebbe poi arrivare al personaggio rispondendo ad alcune semplici domane:
Il personaggio aveva questa alienazione mentale anche prima dell'abbraccio?
Se si, come l'ha sviluppata e quando e in risposta a cosa?
Se no, perché l'ha sviluppata? Per colpa del Sire? Per le circostanze del suo abbraccio?
Con la risposta a queste domande si dovrebbe avere una finestra sull'“anima” del proprio personaggio. Da qui poi arricchire con manie e tic sempre diversi e particolari che rendano unica l'interpretazione.