I NOSFERATU A NAPOLI
CON LE FOGNE NASCONO I RATTI
Sin da tempi antichissimi, dalla prima costruzione di un sistema fognario nella città di Napoli, i Nosferatu hanno abitato i recessi più oscuri della città. Per tutto il medioevo i Ratti hanno vissuto più o meno nascosti al resto della società Cainita, occupandosi esclusivamente della propria protezione. Le fogne di Napoli erano allora abitate da migliaia di loro ghoul che agivano da spie per proteggere il territorio dall'arrivo di altri fratelli o di minacce anche peggiori. Come diventerà poi consuetudine il clan in questo periodo è estremamente unito. Ogni fratello è pronto a difendere un altro suo fratello dalle incursioni di “quelli della superficie”.
I Nosferatu in questo periodo fanno scarsissime apparizioni nella società vampirica napoletana e sempre solo per rendere più sicuri i loro domini.
LA NAPOLI SOTTERRANEA
Con il tempo comincia a crearsi una città nella città, la Napoli sotterranea.
Nei resti delle diverse incarnazioni della città partenopea cominciano a vivere, sempre in maggior numero, i derelitti della società Cainita. Per secoli tutti i Nosferatu vivono separati gli uni dagli altri, ognuno immerso nel proprio incubo. Solo con il passare degli anni cominciano ad aggregarsi, ma non tanto per avere protezione o per voglia di socializzare, quanto per tenere alla larga il torpore che li attanaglia nei lunghi anni sotto la terra.
Con il tempo i Nosferatu cominciano a vivere sempre più aggregati, costruendo nello stretto mondo sotterraneo una vera e propria città con tanto di sotto domini in cui i diversi ratti possono far valere la loro volontà. Questi domini vengono abitati sempre più dai deformi seguaci ghoul dei Nosferatu, spesso presi dalle file dei molti malati, soprattutto lebbrosi, che abbondano in superficie.
I DUE REGNI
Per i Nosferatu fino alla fine del 18° secolo esisteranno due diversi Regni. Uno in superficie governato dai vampiri degli altri clan ed un altro nella Napoli sotterranea. In questo periodo vari Ratti lottano per assurgere al dominio sulle profondità. Molte sono le vittime, soprattutto tra i servitori e qualche volta tra gli stessi fratelli, ma di tutto questo il regno in superficie non saprà mai nulla. Feudi spesso sanguinosi si combattono senza pietà, ma per decenni nessun Nosferatu riesce a prendere il potere abbastanza a lungo da farne qualcosa.
In questo periodo vengono a differenziarsi comunque diverse linee di sangue di ratti, che si diversificano per la maledizione o meglio sfigurazione che hanno. Spesso, se non sempre, progenie e siri di diverse generazioni, queste linee di sangue cercano di imporre il loro volere su gli altri Nosferatu, imputando il loro particolare aspetto ad una maledizione particolare del sangue.
Tutto questo avrà finalmente fine con l'arrivo di Filiberto di Svevia.
IL REGNO DI FILIBERTO DI SVEVIA
Il primo e unico vero regno sotterraneo che Napoli conoscerà sarà quello di Filiberto di Svevia, fratellastro creduto morto del più famoso Federico. Deforme sin da vivo e reso assolutamente disgustoso nella non-morte Filiberto impone con la propria forza ed il proprio numerosissimo seguito il proprio regno nella Napoli sotterranea, divenendo il primo e ultimo “Re di Sotto”.
Il suo dominio dura per oltre un secolo e cancella in maniera definitiva l'esistenza delle diverse linee di sangue, riunendo il clan come mai lo era stato prima.
La forza di Filiberto è talmente grande che la sua influenza comincia a traboccare dal sottosuolo, giungendo a colpire le zone più povere e malfamate della città. Il suo controllo sul clan è assolutamente totale ed egli sarà il primo a creare il termine e prenderlo per se di Capo della Nidiata. Filiberto abbraccerà molte progenie, tutte di sangue nobile, cercando di creare una “discendenza” per se stesso, tentativo però vano.
LA FINE DEI DUE REGNI
Ma tutte le cose hanno fine prima o poi. Il regno di Filiberto era durato molto, ma ormai la sua influenza aveva strabordato nel regno di superficie del Consiglio. I potenti Brujah decisero a questo punto di porre una fine al dominio illegale del Nosferatu, con una sortita devastante nel regno dei ratti. Non abituati ai poteri del sangue degli altri, i Nosferatu reagirono debolmente all'attacco dei fratelli dei vari clan che giunsero fin nel cuore del dominio di Filiberto. Severo, uno dei membri del Consiglio, affrontò il potente Nosferatu distruggendolo senza pietà.
Ai ratti fu data una possibilità. Potevano pentirsi e ritornare in superficie per vivere in maniera “civile” oppure essere semplicemente sterminati. La quasi totalità decise, ovviamente, di risalire in superficie, sebbene un paio riuscirono a sfuggire grazie alle doti del loro sangue.
Disorientati dalla società Cainita che negli anni avevano scordato o non avevano mia davvero conosciuto i Nosferatu si trovarono in grande difficoltà, finché non impararono le regole e riuscirono a farsele in qualche modo piacere.
POLIZIA SEGRETA
Ovviamente il modo migliore per ottenere protezione e l'accettazione dai loro pari vampiri era quella di inginocchiarsi e votarsi anima e corpo al Consiglio. Questo non fu affatto lento a notare i vantaggi che i Nosferatu potevano dar loro nel controllo della città e fecero del clan la loro “polizia segreta”. I ratti sorvegliavano i membri più pericolosi e sovversivi, riportando le loro scoperte al Consiglio. Ben presto i sussurri dei Nosferatu divennero così importanti da essere in grado di spostare l'attenzione del Consiglio da un fatto ad un altro, cosa che i ratti vendettero al miglior offerente, come ci si sarebbe aspettato da loro, sopravvissuti per mestiere.
Dotati di un ruolo nella nuova società i Nosferatu cominciarono ad integrarsi bene nella politica Cainita di Napoli, accumulando preziosi favori, ma ancor più preziose informazioni.
IL REGNO DEL CONSIGLIO
Il Consiglio divenne sempre più dipendente dai sussurri dei Nosferatu. Essere i padroni dei segreti altrui non aveva mai dato tanto peso al clan quanto in questo periodo. Il loro ruolo di “polizia segreta”, inoltre, dava loro enormi vantaggi alla corte dei cinque Brujah, vantaggi che non tardavano a sfruttare. Eppure c'erano degli insoddisfatti.
Un piccolo gruppo di Nosferatu si unì ad un manipolo di Ventrue per cercare di mettere in atto un colpo di mano, detronizzando il Consiglio. Ma fecero i conti senza i loro stessi fratelli ratti. L'intenzione dei fuoriusciti di attaccare i Brujah venne resa pubblica ed il gruppo fu sterminato fino all'ultimo suo appartenente.
Ciò convinse ancora di più il Consiglio dell'importanza del clan, sebbene alcuni cominciassero a dubitare della fiducia che poteva essere riposta in loro.
LE GUERRE MONDIALI ED IL SABBAT
Quando scoppiarono la Prima e poi la Seconda Guerra Mondiale l'intera società Cainita si trovò in difficoltà, o meglio quasi l'intera società Cainita. I Nosferatu, infatti, nascondendosi nei loro cunicoli antichissimi sfuggirono facilmente ai bombardamenti e si cibarono a sazietà di coloro che cercavano riparo nella vecchia Napoli sotterranea. Quando cominciarono i problemi fu verso la fine della seconda guerra mondiale. Il Sabbat, da secoli assente dal panorama napoletano, decise di sfruttare la situazione particolarmente favorevole per scagliare un forte attacco alla Camarilla. Ad essere più colpiti furono soprattutto i Nosferatu, da sempre più legati al clan che alla Setta, che videro tradita la loro fiducia dimostrata ai “fratelli di fuori” quando permisero loro di soggiornare nei domini napoletani. Ben presto il sottosuolo di Napoli, che era stato un baluardo di difesa per il clan, si trasformò nella base dei sabbatici, da cui compirono alcuni dei più devastanti assalti.
Per fortuna il Consiglio aveva serbato memoria dell'incursione fatta per spodestare Filiberto di Savoia e rinnovò, con numeri maggiori, l'assalto al sottosuolo si Napoli. Stavolta la battaglia non fu semplice come la volta precedente, ma alla fine i figli della Spada di Caino furono sconfitti ed allontanati dalla città.
Ancora una volta Napoli Sotterranea veniva sommersa dal sangue ed ancora una volta i Nosferatu tornarono a viverci.
IL TRADIMENTO: I CACCIATORI
E poi arrivarono i cacciatori. Fu peggio della guerra, peggio del Sabbat, peggio di tutto. Il potere che questi umani avevano sembrava inarrestabile. Scovavano i rifugi di tutti i vampiri della città e davano fuoco, di giorno, ai loro occupanti. A nulla servivano i seguaci o le protezioni mondane. La furia della Società di Leopoldo arrivò dappertutto.
Il Consiglio aveva affrontato di tutto, da tentativi di colpo di stato da parte di Ventrue assetati di potere al Sabbat alle Guerre Mondiali, ma questo era troppo anche per loro. E allora si rivolsero all'unico clan che poteva aiutarli, l'unico clan che poteva salvare la città: i Nosferatu.
Grazie alle loro doti i Nosferatu avevano da tempo trovato i rifugi di tutti i più giovani vampiri di Napoli, soprattutto quelli dei clan Toreador e Malkavian, che avrebbero potuto un giorno essere in grado di vederli e verso i quali avevano sempre una particolare attenzione.
Il Consiglio chiese un grande servigio, no, non chiese, pretese un grande servigio. I Nosferatu avrebbero dato le informazioni sulla locazioni dei vampiri più giovani di Napoli ai cacciatori, mentre gli altri avrebbero cominciato a nascondersi finché le acque non si fossero calmate.
E i ratti lo fecero. Tradirono tutti i loro fratelli e li consegnarono alle torce accese della Società di Leopoldo. Molti continuarono a vivere la loro non vita come nulla fosse, ma alcuni, i più umani, sentirono di aver abbandonato i loro fratelli nelle mani dei loro assassini.
BABA YAGA E LA FINE DEL CONSIGLIO
Da allora il Consiglio divenne sempre più autoritario, le cose andarono sempre peggio. Primo Filangieri, lo Sceriffo e Flagello della città, faceva il bello ed il cattivo tempo, distruggendo Primogeniti e membri di qualsiasi clan per motivi anche a volte futili, il tutto con il benestare degli antichi Brujah.
Fu al culmine di quella situazione ormai esplosiva che i Nosferatu vennero a conoscenza di uno dei più strani segreti che avessero mai udito.
A quanto pare un’antichissima strega, una Nosferatu per giunta ed una Matusalemme, s'era risvegliata in Russia ed aveva divorato il Consiglio Brujah russo sull'impronta del quale era stato creato quello napoletano.
Ben presto qualcuno nel clan rivelò questo oscuro e terribile segreto ed allora la paura la fece da padrone.
Il Consiglio si sciolse, alcuni dei suoi membri furono distrutti e niente fu più come prima.
Un nuovo regno nasceva, un regno in cui i Nosferatu non sapevano quale ruolo avrebbero avuto.
IL REGNO DI INNICO E LA MORTE DI ANTIMO FILIPPONE
Durante il regno di Innico d'Avalos il Primogenito divenne Antimo Filippone che chiese subito che al clan fosse dato il rispetto che meritava. Sebbene egli discendesse dallo stesso Filiberto, Antimo non cercò mai di comandare il clan per i suoi scopi, ma piuttosto cercò di difenderlo dagli altri, soprattutto i membri del clan Tremere, che a suo dire non s'erano impegnati per trovare una cura al Sangue Nero.
Il Sangue Nero, una strana maledizione che per anni aveva colpito il clan Nosferatu e membri di altri clan a caso, era un'ossessione per il Primogenito, che aveva cercato, inutilmente, di trovare una soluzione. Solitario per via della sua impossibilità di fare progenie per colpa della maledizione, Antimo fece della propria nidiata la propria famiglia. Fu il primo ad avvicinarsi alla tecnologia, soprattutto i computer ed internet, e a proteggere il sottosuolo con telecamere e sensori vari, posizionando in luoghi strategici vere e proprie “basi” telematiche da cui controllare il proprio dominio.
Purtroppo negli ultimi anni il suo odio eccessivo per i Tremere ed il suo desiderio di proteggere il clan, anche quando questo non ne aveva realmente bisogno, lo portarono a gesti sempre più violenti tanto da arrivare ad un certo punto ad attaccare una giovane Stregona.
Durante l'Elysium successivo a quanto pare Antimo scoprì che i Nosferatu erano responsabili di qualcosa di molto grave e, piuttosto che vederli pagare per questo, attaccò il Principe, finendo per essere distrutto, ma portando nella cenere qualsiasi cosa avesse scoperto.
IL REGNO DI DIANA
Il loro ruolo diminuito dalla distruzione del Primogenito per tradimento, i pochi Nosferatu rimasti a Napoli cominciano ad essere sempre più scontenti del regno di Innico d'Avalos, anche visti i pochissimi progressi che il Principe fa fare per la cura per il Sangue Nero.
Tutto cambia radicalmente quando d'un tratto Sua Maestà decide che tutti i fratelli di Napoli devono dare il proprio sangue ai Tremere perché questi sviluppino una cura per il male. L'azione che coinvolge il clan degli Stregoni, ormai avverso a quello dei Ratti, e che viene resa così importante, mentre in precedenza il problema veniva ignorato, fa nascere molti dubbi in tutti i fratelli napoletani. Quando qualcuno si impadronisce del sangue “donato” dai vari membri dei clan la situazione diviene ancora più complessa e difficile da gestire.
L'intero clan si divide su come agire, molti lasciano la città dove si ritengono non al sicuro, e alla fine sono solo in pochi a portare ancora avanti le ricerche su quello che succede in città. Ed il complotto viene a galla. Qualcuno nel clan Brujah sta raccogliendo consensi per destituire, anche con la violenza, l'attuale regnante e sostituirlo con Diana, l'ex-membro del Consiglio.
In maniera abbastanza rocambolesca ed anche, se non soprattutto, grazie alla cura da parte di Diana offerta per il Sangue Nero il Principe d'Avalos capitola ed il regno prende una nuova strada con il dominio di Diana.
PERSONALITA' NOTEVOLI DEL CLAN
ANTIMO FILIPPONE
Primo primogenito dell'era Innico da sempre è interessato solo al bene del proprio clan. Paranoico e sempre avverso al clan Tremere Antimo è per quasi tre decenni il capo nidiata del clan, perdendo questo carica, insieme alla non-vita, per proteggere il clan da una qualche non ben specificata minaccia. Antimo pone la salvaguardia dei membri del proprio davanti alla propria stessa incolumità, arrivando a disprezzare i membri del clan che si mettono troppo in vista con cariche pubbliche come Arpia e Custode d'Elysium o Sceriffo. Nonostante questo la nidiata è sempre il suo primo interesse, così come la scoperta di una cura per il Sangue Nero, di cui era effetto e che tanto ha condizionato la sua esistenza. Sebbene fosse discendente di Filiberto di Savoia non ha mai mostrato alcun intento di dominazione. Ben poco si sa delle sue origini mortali, tranne che forse era un disperato durante la seconda guerra mondiale, a giudicare da alcune sue testimonianze.
SUGGERIMENTI INTERPRETATIVI
Inutile dire che una delle parti più importanti per la buona riuscita di un PG Nosferatu è il trucco. Non semplicemente quanto bene esso viene fatto, ma, molto di più, cosa esso rappresenta. Copre il volto con le bende: è sfigurato da grossi tagli, da pustole, da lacerazioni dovute ad altre ragioni?
Il volto/corpo ha una "forma strana": una fronte sporgente in modo innaturale o parti di volto mancanti (mandibola, occhi, orecchie).
Ha arti che non funzionano come dovrebbero: una semplice zoppia può far pensare a deformazioni che i vestiti ricoprono, così come all'atrofia di un arto che può essere simulata anche per un braccio tenendolo molle su un lato.
Ma un Nosferatu è più di questo. Bisogna scegliere se il proprio PG abbia accettato o meno la sua infausta sorte. È un mostro e merita di essere tale? È deforme nel viso perché lo era, o lo è, nell'animo? Oppure lotta contro il mostro che è diventato, cercando una redenzione che tarda ad arrivare?
E poi, le linee di sangue. Antichi Nosferatu possedevano nella propria discendenza un tratto caratteristico che trasmettevano alla propria progenie. È vero anche per il PG o questa cosa ormai non accade più? E se è vero qual'è questo marchio?